Le dieci risposte dei centri di assistenza tecnica secondo Personalità confusa
18 Ottobre 2009 | di Cr*st*na
Secondo recenti statistiche, quando si rompe un elettrodomestico o una qualsiasi attrezzo tecnologico casalingo, e per ovviare al guasto basterebbe sostituire un singolo, minuscolo pezzettino (una molla, un dado di plastica, una vite, ecc.) la risposta che si riceve dal negozietto di assistenza tecnica trovato sulle pagine gialle e addetto all'uopo, tale risposta è invariabilmente una di queste 10:
- “Guardi, nonostante le apparenze, comprare quel piccolissimo e mi lasci dire insulso pezzo di ricambio costerebbe più del modello intero, le conviene buttare via tutto e acquistarne un prodotto nuovo. E lo so, sembra una semplice vite a stella ma per realizzarla servono un ingegnere del Cern, otto scienziati e un'impianto industriale da trenta miliardi di euro”.
- “Ah sì, però questo modello è fuori catalogo: negli anni Ottanta l'azienda produttrice ha licenziato tutti ed è rimasto solo il titolare, che adesso per mestiere organizza tornei di burraco a domicilio”.
- (al telefono) “Mi spiace ma il nostro negozio è chiuso per le ferie estive dal 2 luglio al 31 ottobre”.
- “No, questa è una salumeria, il negozio dei pezzi di ricambi stava di fronte ma è fallito il mese scorso per bancarotta fraudolenta”.
- “C'è un solo negozio in tutta Italia che vende quei pezzi di ricambio, e sta a Nuoro. Vuole l'orario dei traghetti?”.
- “Ah, ma non è più in garanzia? Allora per acquistare questo genere di ricambi deve prima fissare un appuntamento con il direttore commerciale dell'azienda produttrice alla presenza di un notaio, per l'apertura del mutuo”.
- “E no, quel pezzo di ricambio lì oggi non ce l'ho, però provi a passare più avanti, che so, magari l'anno prossimo”.
- “Sì ce l'ho ma noi non riforniamo privati, anzi per favore esca da qua subito altrimenti slego i cani da difesa”.
- “Mi spiace ma per oggi non posso aiutarla, questo pezzo di ricambio viene costruito e spedito dall'estero, per l'esattezza da dei minorenni tenuti prigionieri in una fabbrica in Vietnam e a quest'ora là è notte, non mi rispondono al telefono”.
- “No, ho appena venduto l'ultimo esemplare esistente in tutto l'Universo a quel signore che sta uscendo dalla porta”.
Ed ecco signore e signori, finalmente ospite nel nostro blog, un post dell'eccelso, impareggiabile, immenso blogger: il sig. Confuso. Noi lo leggiamo e lo stimiamo da sempre. Oggi vogliamo condividere con voi queste grandi verità, risposte che - ahimè - spesso ci vengono bellamente schiaffate in faccia nel malaugurato caso in cui un aggeggio in nostro possesso si guasti.
Ma perché gli oggetti si guastano sempre immediatamente dopo la scadenza della garanzia? Perché, nel caso in cui non sia così, lo scontrino dell'oggetto improvvisamente si smaterializza o si perde nei meandri del nostro appartamento? Perché nessuno vuol prendersi carico di un elettrodomestico in avaria e i negozietti si palleggiano i clienti come fossero delle palline da ping-pong?
È vero che l'utilizzo del microonde nuoce gravemente alla salute? E perché negli spot pubblicitari leggono la parte relativa al foglietto illustrativo tutta d'un fiato rischiando di restarci secchi?
A questa e altre domande cercheremo di rispondere, prima o poi.
Nel frattempo lode e merito al Confuso.