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Le dieci follie di Michael Jackson

  1. E' stato l'unico uomo nella storia a cambiare colore. No comment
  2. Ha costruito Neverland ranch, un parco di divertimenti dentro casa con giraffe e ippopotami che gironzolavano liberamente
  3. Ha dormito dal 1994 in una camera iperbarica (notizia non confernata)
  4. Ha provato ad acquistare (invano) le ossa di Elephant man
  5. Ha speso 1,5 milioni di dollari nel 1991 per il video di Black or White
  6. Il 10 febbraio 1992 lanciò la sua prima lotteria "My dinner with Michael". I vincitori ebbero una cena con lui
  7. Ha pagato 20 milioni di dollari ai genitori del bimbo Jordan Charder, allora 13enne, per ritirare la denuncia di abusi sessuali
  8. Ai Brit Awards del 1996 eseguì il brano Earth Song vestito di bianco, circondato da ammiratori e da un finto rabbino, per paragonarsi a Gesù. Sollevato nell'aria da una gru e con i capelli mossi da un ventilatore, scatenò il putiferio in sala. Dei colleghi inferociti invasero il palco, tentando di esporre il fondoschiena
  9. Ha girato un videoclip di 35 minuti (per il brano Ghosts) record tutt'ora imbattuto per un video musicale
  10. Venne immortalato mentre veniva trasportato in sedia a rotelle nel 2008 e sembrava allo sfascio. In realtà si trattava di uno dei suoi soliti scherzi contro i giornalisti
Se ne va il numero uno del pop. Totalmente pazzo, passa a miglior vita e in questo momento starà dicendo: "Lasciate che i bambini vengano a me". Scherziamo... addio caro Michael, amico dalla vita piena di successi e di tormenti...
http://foudemusique.free.fr/images/mickael_jackson_nb.jpg
Aereo

Dieci cose assurde che fanno le ragazze dei Fan club ai concerti dei loro idoli

  1. Raggiungere il luogo del concerto con 48 ore di anticipo, circoscrivere con dei paletti l'area invalicabile appena conquistata, per difenderne il diritto di proprietà per poi svegliarsi rincoglionite la mattina del concerto e accorgersi che non c'è ancora nessuno...
  2. Ritrovarsi con gli altri membri del fan club dell'idolo in questione e riconoscersi rigorosamente per nickname perché fa figo
  3. Allarmarsi per ogni furgone che passa credendo che trasporti l'adorato idolo, urlando ogni volta come delle ossesse
  4. Vantarsi di aver tatuato addosso le cose più impensabili e oscene, mostrare agli altri i propri tattoo e invidiare coloro che hanno disegni più giganti e pacchiani dei tuoi
  5. Coalizzarsi contro il mondo ai cancelli del concerto, per difendere la posizione guadagnata, poi farsi vergognosamente superare da quelli che sono arrivati da 5 minuti
  6. Una volta entrati, iniziare a urlare a squarciagola non appena passano allo schermo le immagini del proprio idolo, anche se sono le tre del pomeriggio e dell'idolo non ci sarà ancora traccia per almeno altre sei ore
  7. Chiedere urlando ai membri dello staff tecnico, che se devono scegliere una ragazza per mandarla sul palco durante il concerto ad abbracciare la star, devono scegliere lei, perché lei vive solo per lui. Generare per questo una rissa folle da parte delle altre fan che sostengono animatamente il contrario autoproclamandosi le uniche possibili prescelte
  8. Dopo ore di risse e sudore, devastate da due giorni di vita allo stato brado e in preda alle allucinazioni: decidere di truccarsi sul viso schifosamente bagnato
  9. Vedere finalmente la star tanto attesa entrare sul palcoscenico, e svenire dall'emozione perdendosi lo spettacolo
  10. Andare a tutte le tappe del tour dell'idolo in questione anche se il tour prevede una tappa a settimana, ognuna distante 4.000 km dall'altra, e la scaletta del concerto è sempre uguale!
Questa vi sembrerà un'esagerazione, ma vi giuro che è solo una piccola parte di ciò che succede realmente ad alcuni concerti. Io ne sono testimone. Il 22 luglio 2006, trasportata da mia sorella, ho assistito all'unica tappa italiana del tour di Robbie Williams. A S.Siro c'erano 42°C e 76.000 persone! Ammassati, disidratati, malconci e sconvolti ci si ritrova con migliaia di sconosciuti a gridare, cantare, litigare, aspettare per ore l'apertura dei cancelli. Solo quando fuori dallo stadio c'è abbastanza gente da riempire una città, questi vengono spalancati generando un'onda anomala di persone che ammazzerebbero per la prima fila (già durante questa fase alcune vengono brutalmente eliminate schiacciate dalla folla). Dopo una mezz'ora di panico necessaria per la definitiva conquista del proprio posto e/o per ritrovare gli amici perduti durante la corsa matta, la situazione sembra placarsi per lasciare inizio all'interminabile conto alla rovescia delle ore che ti separano dall'arrivo della star. Nel frattempo la cosa più gradevole che succede è essere innaffiati con gli idranti industriali dallo staff tecnico che tenta di tenere in vita il pubblico. Concerti come questo sono un'esperienza unica (nel senso che è bene non ripeterla), ma c'è chi si vanta di non perdere neanche un concerto del proprio idolo, e poi sviene o diventa pazzo.
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