Dieci cose che ogni giocatore di calcetto potrebbe fare
16 Dicembre 2008 | di Cr*st*na
- Giocare la semifinale di un torneo nonostante un infortunio durante la precedente partita di calcetto ha provocato una grave lesione al polso sinistro non ancora guarita, e fratturarsi il braccio destro
- Inventare una scusa catastrofica alla fidanzata che non vedi da 2 mesi e ti aspetta all'aeroporto, mandando due amici a prenderla al tuo posto perché tu devi giocare
- Rinunciare al compleanno del tuo migliore amico per una partita con perfetti sconosciuti perché lui è un amico e "sa che è giusto così"
- Prepararsi per andare a giocare anche se hai la broncopolmonite, fuori c'è una tempesta in corso e il termometro segna -5°C, perché se non ti presentassi la tua squadra perderebbe a tavolino
- Telefonare a tutti i numeri presenti nella tua rubrica, anche se non ricordi esattamente chi siano le persone che stai chiamando né in che circostanza hai avuto il loro numero, perché "la tua squadra è senza portiere"
- Sminuire i tuoi infortuni e tentare di curarli in maniera rigorosamente casereccia, anche in caso di probabili fratture, preoccupanti ematomi, evidenti lesioni. Valutare l'idea di rivolgersi al Pronto Soccorso solo dopo giorni di malcelata agonia
- Presentarsi sudato, sporco, in pantaloncini, calzettoni e maglia scolorita di Totti, ai genitori snob (e laziali) della tua ragazza, compromettendo per sempre la tua reputazione perché le docce del campetto erano rotte
- Azionare automaticamente la modalità "dimentica ogni impegno preso" all'intonazione della domanda "ci sei per la partita?" e rispondere sempre con un sonoro sì
- Renderti conto che stai esagerando con il calcetto, che considerati i tuoi dolori al prossimo invito rifiuterai categoricamente, quantomeno per non rischiare di arrivare zoppo alla settimana bianca che hai prenotato da tempo, e tuttavia non riuscire a dire no per più di due minuti al tuo amico che insiste: è più forte di te
- Difendere con perseveranza qualsiasi follia/stronzata tu abbia fatto per una partita di calcetto (compresa la n.1) scuotendo la testa, sorridendo e sospirando "voi che non giocate a calcetto... non potete capire"
Ecco una sintesi delle più comuni verità legate al mondo del calcetto. Il calcetto si sa, è una questione di fede: una fede che noi comuni mortali difficilmente potremo comprendere. Per cui ci limitiamo ad assistere e ad ascoltare gli aneddoti legati a questo folkloristico mondo, con le sue scaramanzie, le sue credenze, la sua moda fatta di scarpette estrose e magliette chic (da quella del calciatore anni 90 a quella del panificio sotto casa).
Mi sembra doveroso dedicare questa classifica a Manuel (sostenitore della frase al punto 10), che dopo essersi ripromesso di non giocare (punto 9) non solo ha giocato, ma ha anche preso e sminuito una botta al braccio (punto 6), che solo stamattina è stato ingessato (punto 1).
Una menzione speciale a Giancarlo Campagna, il più forte giocatore di calcetto di tutti i tempi.