I dieci corsi di laurea più inutili

  1. Scienze del fiore e del verde
  2. Scienze dell'allevamento, igiene e benessere del cane e del gatto
  3. Interpretazione di conferenza o, più generico: Interpretazione
  4. Storia delle donne e di genere
  5. Scienze e turismo alpino
  6. Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica
  7. Lingua, letteratura e cultura della Sardegna
  8. Teoria e prassi della traduzione
  9. Beni enogastronomici
  10. Antropologia ed epistemologia delle religioni
In confronto Ortofrutticoltura internazionale, Filologia e letteratura del vicino Oriente Antico, Chimica dei materiali e delle tecnologie ceramiche, Acquacoltura e ittiopatologia, sembrano corsi seri. I Corsi di Laurea inutili non si contano. E poi c'è ancora chi deride i laureati in Scienze della Comunicazione! Amici, colleghi di tutti Italia, per una volta tirate un sospiro di sollievo e convincetevi che la scelta che avete fatto non era poi così assurda. Memorizzate questi corsi, interiorizzateli, utilizzateli per difendervi e divulgateli. La nostra sarà pure una laurea inutile, ma conserva integro il suo alone di mistero e una certa dose di dignità. Forse.

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27 commenti
  • Andrea 05.01.2010 ore 13:00

    Classifica interessante, sembra opera della redazione di Studio Aperto.


  • patrizia 24.03.2010 ore 13:13

    ecco, “forse” è la conclusione giusta! inutile giustificare l’inutilità di una laurea quale scienze della comunicazione con la inutilità maggiore di qualcos’altro! che ragionamento stupido il tuo!! d’altra parte….


  • melo 25.03.2010 ore 10:50

    mio padre 5 anni fa mi disse:Te ne pentirai di non esserti laureato!lavoro da 5 anni a tempo indeterminato e sono anche soddisfatto economicamente.


  • Cr*st*na 25.03.2010 ore 19:01

    Eeeeh?! Ma veramente si poteva fraintendere che avessi fatto questa classifica come pretesto per giustificare il corso di laurea in Scienze della Comunicazione?!
    Quello che è successo è stato esattamente il contrario: una volta stilata la classifica mi è sembrato divertente sdrammatizzare sulle mille frecciatine rivolte agli studenti di alcuni corsi di laurea, ergendo questa top ten ad arma anti-sbeffeggiamento.
    Qui si scherza. Talvolta stupidamente, certo. Ma si scherza.


  • 刘苏 27.03.2010 ore 08:44

    刘苏到访,留个脚印…


  • Paolo 22.06.2010 ore 12:04

    Da Ingegnere, e quindi super partes nell’ argomento: Interpretazione di Conferenza sarebbe “Traduzione simultanea”: uno dei mestieri più difficili, professionalità rara e ben remunerata.

    Chimica dei materiali ceramici é utile eccome: i materiali ceramici sono una categoria estesa che trova numerose applicazioni in campo impiantistico industriale e motoristico, ben al di là del fare i lavandini.

    Filosofia etc. e il corso sulle religioni sono perfettamente giustificati all’ interno di corsi di filosofia, teologia e simili; corsi che pur non dando sbocchi apprezzabili sul mercato del lavoro DEVONO essere mantenuti in una società civile.


  • giulia 04.07.2010 ore 22:31

    Probabilmente questi corsi hanno ragione di esistere all’interno di corsi più ampi,ma non si può giustificare il fatto che vengono tolti fondi a lauree specialistiche di vario genere per inventare lauree brevi il cui unico fine è sistemare qualche persona importante che non sa cm passare le sue giornate..a tal proposito dovremmo discutere anche di scienze della pace o della laurea in enogastronomia!


  • Carlo 19.09.2010 ore 14:52

    A questo punto mi piacerebbe pensare quali siano invece le Lauree importanti.
    Azzardo una classifica:
    1) Medicina
    2) Economia e Geografia (Globalizzazione, GIS Pianificazione Territoriale, Politica Economica, Ecologia, ecc.)
    3) Ingegnerie (Informatica, Edile, Robotica, Meccanica, ecc. ecc.) e Architettura
    4) Lingue e Traduzioni
    5) Giurisprudenza, Storia e Scienze Politiche
    6) Scienze Naturali, Fisiche, Chimiche, Matematiche e Biologìa
    7) e Medicina un’altra volta… la salute è tutto :-)


  • Carlo 19.09.2010 ore 14:54

    Mi ero dimenticato: Scienze della Comunicazione potrebbe collocarsi insieme a Lingue, Traduzioni, Letteratura ecc., verso il quarto posto. Vi piace?


  • Carlo 28.09.2010 ore 16:27

    Non risponde nessuno? Secondo me siete tutti in vacanza dopo aver guadagnato tantissimo grazie alle vostre lauree! :D


  • Cr*st*na 01.10.2010 ore 08:34

    @Carlo: Magari fossimo in vacanza! Ci siamo presi una luuunga pausa dal blog per i motivi più vari e disparati, ma torneremo presto!
    Per quanto riguarda la tua classifica, sono quasi totalmente d’accordo, tranne su alcuni ex equo che hai proposto.
    Il mio parere personale è che le lauree veramente veramente “utili” sono quelle che ti formano per entrare nel mondo del lavoro, o meglio, che sono indispensabili per esercitare una professione (es. medicina, giurisprudenza, etc.).
    Ci sono settori invece, in cui la pratica e l’esperienza contano più di qualsiasi teoria e talvolta scegliere di tralasciare l’università per dedicarsi allo studio personale e ad esperienze concrete dà la possibilità di formarsi più velocemente ed essere più competitivi nel mondo del lavoro.


  • Marta 07.12.2010 ore 20:55

    Se credete che interpretariato, traduzione studi linguistici e culturali sia tra queste facoltà inutili voi non avete proprio capito niente e soprattutto imparate le lingue e poi ne riparliamo, in primis l’italiano per capire chi è un interprete. siete ridicoli


  • lauretta 09.12.2010 ore 15:17

    Ahahaha! A volte penso alle risate che si faranno gli autori del blog quando leggono certi commenti!
    Ma non avete capito lo spirito delle loro classifiche? Sono assolutamente spassionate e senza pretese.
    E alcune molto molto divertenti.
    Com’è che c’è gente che si offende e addirittura li insulta?!
    Io non posso crederci!
    Quando tornate a scrivere ancora? Vi seguivo sempre!


  • Chiara 24.01.2011 ore 16:25

    Vogliamo parlare dei corsi di laurea potenzialmente utili ma che vengono completamente ignorati?
    Io sono laureata in Conservazione dei beni culturali e sto per completare il mio percorso di studi della laurea magistrale. Il mio è stato un percorso di studi pluridisciplinare (ci formiamo sia come storici dell’arte ma anche come conservatori, diagnosti, ci interessiamo di economia dei beni culturali, di tutela, legislazione, valorizzazione) eppure pare che, nonostante ormai siano all’ordine del giorno crolli e perdite di ingenti risorse culturali del patrimonio italiano, la maggior parte di noi laureati come conservatori debba ripiegare su ben altri lavori.
    E pensare che i beni culturali in Italia di certo non scarseggiano e che si potrebbe vivere di questo!
    A quanto pare il Governo preferisce l’indifferenza e il conseguente degrado irreversibile di questa enorme risorsa. Un mio professore definisce la nostra generazione “carne da macello”, spero abbia torto. Io continuo a perserverare e con passione.


  • giuseppe 09.03.2011 ore 10:02

    brava e continua a perseverare che tanto si vive cn “l’aria”.Credo davvero che un corso cm il tuo sia inutile tanto è vero che dici di aver fatto un percorso pluridisciplinare pensi di sapere un pò di tutto ma in concreto nn sai nulla.La tua laurea potrebbe anche essere bella ma purtroppo nella nostra società nn si vive ,cm ho già detto, di aria .lo so questo discorso potrebbe risultare materialista e cinico ma è la realtà dei fatti e propabilmente mi dirai che uno nella vita deve fare quello che gli piace ma le scelte devono essere fatte anche prendendo in considerazione il futuro e le proprie possibilità di lavoro e di guadagno


  • Chiara 09.03.2011 ore 14:36

    @giuseppe.
    Modera i termini: “pensi di sapere un po’ di tutto ma in concreto non sai nulla” non puoi affermarlo, non conosci la mia professionalità e non ti puoi permettere di giudicarla (come io non mi permetto di giudicare la tua che non conosco minimamente). Per quanto sia giovane e “laureanda magistrale” già all’università sono stata inserita all’interno di progetti di importanza notevole con risultati di lavoro eccellenti (e non lo dico per vantarmi ma per farti capire che a qualcosa serve concretamente la mia materia di studio) e per i quali spero di continuare a lavorare finito il mio percorso di studi. La’ realtà dei fatti’, come la chiami te, non può cambiare se non cambia il modo di vedere le cose di persone come te che non si rendono conto dell’importanza, non solo a livello culturale ma anche economico, del patrimonio culturale che possediamo (E CHE STIAMO FACENDO DI TUTTO PER PERDERLO). Ci sono intere realtà in Italia che si reggono principalmente sul turismo. Siamo il Paese che ha più beni culturali e che ne sfrutta di meno il possesso.
    Quando tutto sarà perso ci saranno le lacrime di coccodrillo.
    L’indifferenza è il problema più grande dell’Italia in questa materia. Se ci si adagia sullo stato dei fatti la realtà non cambierà mai!!!
    Se avessi dovuto fare una scelta universitaria rispetto alle possibilità di guadagno posso garantirti che avrei avuto le capacità di fare altre facoltà (ma posso confermarti che anche la mia non è una “passeggiata”) giungendo a possibilità di un lavoro più sicuro e ben remunerato (ma non sarebbe stato ciò che avrei desiderato). Preferisco guadagnare poco o essere una precaria e fare ciò che mi piace piuttostoché vivere piena di denaro una vita con un lavoro infelice. Si guadagna per essere “felici”, noi acquistiamo in qualche modo la felicità, sarebbe un controsenso guadagnare “felicità” essendo “infelici” con un lavoro che non rispetta le nostre inclinazioni.
    Non ho bisogno di uno stipendio alto nel mio futuro, mi basta un futuro felice (e sono ben altri elementi a determinarlo).

    “La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte ma quella che disseminata di capolavori non sa nè apprezzarli nè conservarli”. (Proust)


  • giuseppe 11.03.2011 ore 20:32

    L’affermazione che ho fatto non era rivolta alla tua professionalità ma agli studi: es. studi legislazione ma la potrai mai sapere quanto quella che studia un giurista o dottore in legge?ripeto fai tutte le materie ma non le saprai mai nel dettaglio a meno che non fai studi approfonditi post laurea.Per quanto riguarda il nostro territorio so benissimo che è ricca di monumenti e per informazione vivo in una città (Benevento) piena di beni culturali anche se forse molti non lo sanno. Sulla felicità ci penserei un po’, perché se vorrai in futuro avere una famiglia o altre ambizioni riuscirai a mantenerla?e soprattutto facendo questa scelta di cuore su ciò che ti piace saprai anche a cosa vai incontro ( difficoltà di trovare lavoro), poi in futuro però non protestare contro lo stato o ti lamenti perché il lavoro che avrai non corrisponde a ciò per cui ti sei laureata. Le persone fanno delle scelte poi però si devono prendere le loro responsabilità quando incontrano le prime difficoltà.


  • Chiara 11.03.2011 ore 20:54

    Mi sono sempre presa tutte le responsabilità delle mie scelte e il mio lamento è già ora contro chi NON promuove il mio settore (e continuerà ad esserci finché la situazione non si sbloccherà).
    Non è una protesta nel senso del “datemi un lavoro per quello che ho studiato” (e quello, come dici te, sarebbe solo derivante dalle mie scelte) ma in un senso più generico del “conservate finché potete”!
    Se il cambiamento nella società non partisse da noi giovani non ci sarebbero più speranze! Ciò non significa non guardare in faccia alla realtà (io sicuramente mi adatterò a varie situazioni lavorative) ma essere, allo stesso tempo, noi stessi a cercare di costruire un futuro migliore!
    Con questo ti saluto.


  • giuseppe 11.03.2011 ore 21:05

    si è bello quello che dici , tutti vorremo che questo tipo di realtà sociale come tutti vorremo la pace nel mondo.


  • Chiara 11.03.2011 ore 21:13

    quella è un’utopia. Ciò che dico invece sarebbe qualcosa di concretamente realizzabile.


  • giuseppe 11.03.2011 ore 21:27

    si ma sul lungo periodo o meglio lunghissimo e non sul breve periodo


  • alberto 23.03.2011 ore 16:02

    Cara chiara…..lo dico da papa’…….hai scelto un percorso di studi probabilmente molto entusiasmante per te, ma che con ogni probabilita’ ti mettera’ a carico dello stato.
    SARAI UN COSTO PRIMA CHE UNA RISORSA. credo che alla fine giuseppe intendesse dirti questo. non hai alternative se non qualle di lavorare per lo stato. E sia oggi che nel prossimi 15 anni sarai solo un peso per la collettivita’ o molto probabilmente disoccupata….e quindi un peso per la tua famiglia. E se deciderai di fare la commessa o altro piu’ qualificante per mantenerti, avrai sprecato i migliori anni della tua vita che avresti potuto dedicare alla formazione per una professione.


  • Chiara 23.03.2011 ore 16:35

    Non penso debba commentare quanto scriviate, non perché voglia avere gli “occhi parati”.
    Non ho bisogno dei miei genitori per mantenermi, lo so fare da sola.
    A quanto pare la collettività NON MERITA le nostre figure professionali.
    Avrei “sprecato” i migliori anni della mia vita a imparare una professione che avrei fatto malvolentieri, non inseguendo le mie inclinazioni. Tornassi indietro rifarei le stesse scelte, sicuramente anche tra 15 anni. E mi spiace dirlo ma non sta a te, Alberto, dire che non sarò una risorsa.


  • alberto 23.03.2011 ore 17:52

    la questione non e’ se fai quello che ti piace, e’ se fai qualcosa di produttivo.
    i a 40 anni faccio quello che mi piace, a 20 facevo quello che potevo per imparare……e migliorare la mia preparazione professionale. non ci si laurea in qualcosa che si sa gia’ essere borderline nell’ambito del lavoro. se lo si fa, si e’ masochisti. e poi ripeto, io credo che tu abbia faqtto un percorso di studi che ti obbliga a lavorare nel pubblico. io preferirei che nel pubblico ci lavorasse chi gia’ eccelle nel privato, proprio per avere le migliori risorse possibili nel pubblico, a disposizione della collettività, ma questo concetto, (che poi e’ tipicamente americano) a te e’ certamente sconosciuto. troverai un parcheggio che ti soddisfi nel pubblico e ci farai le ragnatele. sei tu che non meriti la tua intelligenza……senza offesa naturalemente…..non arrabbiarti, ma ne ho viste altre di ragazze intelligenti come te…….e mi spiace un sacco…… forse sbagliero’, ma mi sembra che manchi la fantasia…..


  • Chiara 23.03.2011 ore 18:53

    Non esiste solo il pubblico per il nostro settore ma anche il privato, possiamo organizzarci in cooperative per esempio, con servizi che vanno al di là della “gita organizzata”.
    Ad ogni modo posso garantirti che la fantasia di lavorare a noi non manca, anzi siamo persone che si adattano a fare tutto. Sappiamo che “pochi ce la faranno” alla fine del nostro percorso. Ma lasciami ambire a quel parvo gruppo. Con questo chiudo una discussione che, da un semplice mio intervento, sta diventando lunghissima. ;)


  • alberto 23.03.2011 ore 20:20

    io le cooperative le eviterei…se hai un’idea giusta, esclusiva, o lo fai da sola, o lo fai con qualcuno che stimi veramente….io ho aperto un’agenzia di comunicazione con altri 4 soci, ne ero l’amministratore, e dopo solo 6 mesi, in 2 siamo dovuti scappare, erano liti continue. da un’idea grandiosa ero arrivato ad odiarla… credimi, meglio da soli che male accompagnati. rischia, non e’ facile, ma poi se sei brava avrai grandi soddisfazioni.


  • Vittorio 09.11.2011 ore 18:18

    Scusate, non voletemene, ma a me sembra veramente una classifica con un sacco di pretese, prima fra tutte pararsi le chiappe per la propria scelta rivolta a scienze della comunicazione. :D
    Il “forse” finale non è un’”attenuante”. :D
    Saluti da un giornalista non laureato (come la maggior parte della categoria nonostante le nuove normative). ;)



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