I dieci migliori comportamenti da avere in seguito ad una sonora vittoria ai giochi da tavolo in una serata tra amici
3 Settembre 2009 | di Cr*st*na
- Concludere l'ultimo turno con noncuranza, senza affannarsi a far punti, senza esprimere preoccupazione, ma al contrario restando calmi e rilassati. Il punteggio parla chiaro, dopo una partita di 3 ore stai battendo il tuo rivale storico 12 a 2, dove 12 è il punteggio da raggiungere per ottenere la vittoria, e 2 sono esattamente i punti di partenza all'inizio del gioco.
- Sapere che un evento del genere dovresti godertelo perché probabilmente non capiterà mai più, tuttavia riuscire a non batter ciglio neppure a partita conclusa, guardando con superiorità gli altri giocatori, ma non troppo. Far capire che non c'è tanto da pavoneggiarsi ad esser più forti di loro.
- Esplodere e addirittura cazziare i tuoi avversari, specie il tuo rivale storico: è inammissibile che la partita sia andata in questo modo. Hanno giocato malissimo e i loro punti sono vergognosi. Dovrebbero nascondersi e vagare nell'oscurità per sempre, e questo loro lo sanno.
- Iniziare, dopo un sentito sfogo, a dare lezioni di gioco e di vita. Spiegare la tua strategia, svelarne i retroscena, la meccanica, analizzare i momenti chiave del gioco e mettere in luce quanto sarebbe stato semplice ostacolarti. La partita sarebbe stata di certo più emozionante se loro non fossero stati così allocchi.
- Riporre lentamente i pezzi del gioco nella confezione e gustarti i borbottii del tuo rivale storico che difficilmente digerirà questa sconfitta, infierire di tanto in tanto con commenti a caso.
- Alzarsi impettiti per andare al bagno e, una volta chiusi a chiave, dimenarsi su e giù per la stanza soffocando a fatica le grida di vittoria che hai in petto. Non potevi resistere oltre. Vorresti poter gioire pubblicamente tra gli applausi dei tuoi sostenitori, immagini già la scena: daresti la mano sportivamente ai tuoi rivali, faresti un timido sorriso al quale seguirebbe un aggraziato inchino e ti avvicineresti con orgoglio al piedistallo in cui è adagiato il tuo trofeo. Solleveresti la coppa con riverenza, chiudendo gli occhi per ascoltare soltanto il fragore degli applusi in tribuna, crescenti e prolungati. Ma senti bussare e, mentre ti ricordi che sei solo ed in bagno, apri gli occhi e ti vedi in piedi sulla tazza del wc, a sollevare lo scopino come uno sfigato.
- Provare per noia, anche se sono appena le 3 di notte, quel nuovo gioco nel quale il tuo rivale si sente una cima, e che ti ha spiegato qualche sera prima giusto per ingannare il tempo. Riuscire a batterlo umiliandolo con un inspiegabile punteggio di 87 a 21 e pavoneggiarti col piacere.
- Essere tentato dall'idea di proporre una rivincita, combattendo la volontà di non toccare più un gioco da tavolo fino al 7 aprile 2011. Uscire di scena con un trionfo simile ti garantirebbe vitalizio rispetto, tuttavia il desiderio di infierire spuntando una terza competizione è tanto. Optare infine per un nuovo appuntamento al tavolo da gioco a data da destinarsi. È bene che i tuoi avversari riflettano.
- Salutare gli avversari con affetto, non ha senso persistere con crudeltà. Innanzitutto perché sono tuoi amici, poi perché sai già che uno di loro si logorerà l'anima finché non avrà pareggiato i conti, e se ne andrà a inveire contro il prossimo e a pubblicare classifiche per sfogare la sua collera, per cui non ha senso spingersi oltre.
- A serata conclusa, appuntare su un foglietto 6 numeri da giocare al SuperEnalotto. Hai avuto una fortuna sfacciata durante la serata. Non si può mai sapere...
Vincere si sa, fa sempre un bell'effetto. Qualunque cosa: che sia un viaggio, una scommessa, 5 euro, un biglietto per il concerto di Nilla Pizzi.
Ma vincere contro chi ti sfida e dimostrare la tua completa supremazia, ha tutto un altro sapore. Ma questo l'avrete già capito, non serve aggiungere altro.