I dieci motivi per non andare al cinema
10 Gennaio 2009 | di Signorperello - Cristina
- È chiuso
- Troverai di certo due bambini accanto a te che sgranocchieranno per 50 minuti tre intere confezioni di Chipster. I rimanenti 40 minuti si scaccoleranno e inizieranno a commentare a voce alta l'ultima puntata di Dragon Ball Z
- All'ingresso, ti capita sempre di ascoltare i commenti ad alta voce delle persone che, appena uscite dalla sala, discutono della scena finale in cui il protagonista muore e il colpevole non era il maggiordomo
- Al cinema ti annoi. E non sopporti il fatto che devi pagare anche 7 € la tua ragazza che puntualmente si addormenta già durante la pubblicità
- Davanti a te becchi sempre la signora con l'acconciatura pazzesca, simile all'impalcatura di Marge Simpson. La signora si sposta seguendo i movimenti della tua testa durante tutto il film
- Prima del film proiettano lo spot contro la pirateria, dandoti del criminale, a te che sei tra i pirla che hanno pagato 14 € (vedere la posizione 4) e sei tra i pochi a cui la cazziata non andrebbe fatta! Per assurdo, lo spot (presente anche sui DVD originali) non si trova solo sui DVD pirata
- Infastidito dalla posizione 6, hai già scaricato illegalmente tutte le grandi visioni dell'anno ed hai già visto tutti i film, anche se non si sentivano e non si vedevano bene
- Sei un figo e aspetti l'uscita in DVD del film
- Il cinema del tuo quartiere è una sala d'Essai, ha la muffa sui muri e sul telo da proiezione, l'audio proviene da un mangianastri e cambiano la programmazione solo ogni 142 mesi (stasera c'è Titanic)
- Se hai famiglia, andare al completo al cinema ti costa come una rata del mutuo
Premettiamo che noi amiamo il cinema. Alcune cose proprio non le sopportiamo. Nella nostra città non c'è un vero cinema e non esistono teatri. Ma noi non ci scoraggiamo: acquistiamo, noleggiamo, scarichiamo, ci prestiamo i film, giriamo dei cortometraggi notturni, classifichiamo, in barba alla malaorganizzazione. W il cinema, i film italiani e i colossal americani, ma ci deprime il fatto che non possiamo più usufruire della riduzione del biglietto, e non capiamo perché il personale della sala non crede che siamo ancora studenti.