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I dieci motivi per cui si abbandona il carrello on line secondo Vividence corporation

Questa la classifica stilata da Vividence Corporation sui 10 motivi per i quali si abbandona il proprio carrello sui siti di e-commerce:
  1. Il prezzo di vendita dell’articolo è troppo alto (72%)
  2. Confronto dei prezzi e navigazione
  3. Cambiamento di idea
  4. Salvataggio degli articoli acquistati per una seconda sessione di e-shopping
  5. Prezzo totale troppo elevato
  6. Il processo per effettuare l’ordine è troppo lungo
  7. Il processo per l’ordine chiede troppi dati personali
  8. Il sito esige di registrarsi anticipatamente
  9. Il sito ha dei bug, non è affidabile
  10. Il processo di pagamento è confuso
Classifica transitoria, così, piano piano sottovoce...
Aereo

Le dieci applicazioni più inutili per iPhone

Dalla sua nascita ad oggi, oltre 50.000 applicazioni sono transitate sull'AppStore, il supermercato delle applicazioni creato da Apple per gli utenti iPhone (e iPod). Ecco il top dell'inutilità.
  1. Bubble Wrap. Cosa c’è di più gratificante che scoppiare le bolle della plastica degli imballaggi? Certo, farlo su un iPhone non è la stessa cosa, ma qui oltre all’antistress c’è pure la funzione ludica, che si traduce in una vera e propria corsa contro il tempo: 45 secondi per far esplodere il maggior numero di bolle. Può creare dipendenza, siete avvisati.
  2. Newton’s Cradle. Con il suo pendolo, Newton ci ha fatto capire in modo chiaro e semplice le leggi sulla quantità di moto. Se non avete voglia di andare al Museo della Scienza per osservarne il funzionamento potete sempre scaricarvi questo programmino dall’AppStore. L’effetto ipnotico è assicurato.
  3. IBeer. Di questi tempi avete un chiodo fisso: la birra gelata che vi attende all’happy hour post-lavorativo. Se all’appuntamento manca ancora troppo tempo potete sempre consolarvi con iBeer. Che forse non placherà la vostra sete di luppolo ma farà sorridere i vostri colleghi per qualche secondo. La birra non è la vostra passione? Poco male, l'inventore ha pensato bene di trasformare il vostro iPhone anche in un bicchiere di latte, di champagne o di soda.
  4. Ocarina. Forse non lo sapevate, ma dentro di voi si nasconde un talentuoso suonatore di ocarina. Per farlo emergere non vi resta che scaricare l’omonimo programma: il vostro iPhone si trasformerà in un vero flauto ovoidale in terracotta pronto a regalarvi suadenti melodie. Non dovete far altro che soffiare nella sede del microfono e chiudere i fori virtuali posizionati sul touch screen. Smule, la compagnia che ha sviluppato il programma, ha pensato addirittura a un forum per gli utenti virtuosi che desiderano scambiarsi gli spartiti.
  5. Virtual Zippo Lighter. Il più celebre fra gli accendini a benzina si è trasferito sull’iPhone. E non serve nemmeno ricaricarlo. Non contate però sulla sua fammella nel caso vi ritrovaste senza fiammiferi o accendino davanti all’ultima Marlboro. Sicuramente più utile da brandeggiare ai concerti durante i pezzi strappalacrime.
  6. ISmoke. Fumare fa male, d’accordo. Ma qualche avida boccata di una sigaretta o di una pipa digitale non ha mai fatto male a nessuno. Così nemmeno il vostro medico di base avrà qualcosa da ridire vedendovi fumare un iPhone. Evitate però di farlo davanti allo psicanalista…
  7. Hold on. L’unico vero scopo di questa applicazione è mettere alla prova la vostra pazienza. “Toccate lo schermo per quanto più tempo possibile” è il perverso invito di Hold on. In gioco non c’è un posto d’onore nel Guinnes dei Primati, ma i vostri nervi.
  8. Rotary dialer. Se le suonerie retrò hanno riscosso così grande successo allora significa che esistono molti nostalgici della telefonia vintage. Con questa applicazione vi sembrerà di tornare indietro agli anni del grigione, quando per fare un numero di telefono si utilizzava ancora il rotellone analogico.
  9. Mouth off. Si dice che l’iPhone sia sulla bocca di tutti. Ecco invece un modo per avere la bocca di tutti sull’iPhone. Basta appoggiare il Melafonino sulle labbra e parlare: la vostra nuova bocca virtuale si muoverà in sincrono con quella reale. Almeno due minuti di divertimento assicurato.
  10. Yes no free. Devo chiamarla? E’ questa la strada giusta? Posso schiacciare quel pulsante rosso? Se di fronte a un dubbio amletico non vi resta altra alternativa che tirare a sorte, ma avete esaurito gli spiccioli, ecco un programmino facile facile pronto a suggerirvi la risposta giusta; o perlomeno giusta al 50%. Che sia un “Sì” o sia un “No” lo deciderà infatti il vostro iPhone.
Splendida classifica di Roberto Catania. Noi della redazione concordiamo appieno sull'inutilità delle applicazioni menzionate, anche se a dirla tutta, non ne conosciamo altre... Che dire allora? W il trionfo del nulla e dei pischelli che spendono una marea di soldi per una cosa che tra qualche mese sarà già considerata passata di moda. Ma la moda è moda e la passata di pomodoro non passerà mai di moda: in quella bisognerebbe investire e acquistare litri e litri di salsa in barattolo che almeno è buona. W la scozia! (rimaneva un pò di spazio libero)

I primi dieci è sponsorizzato da:


Le dieci risposte dei centri di assistenza tecnica secondo Personalità confusa

Secondo recenti statistiche, quando si rompe un elettrodomestico o una qualsiasi attrezzo tecnologico casalingo, e per ovviare al guasto basterebbe sostituire un singolo, minuscolo pezzettino (una molla, un dado di plastica, una vite, ecc.) la risposta che si riceve dal negozietto di assistenza tecnica trovato sulle pagine gialle e addetto all'uopo, tale risposta è invariabilmente una di queste 10:
  1. “Guardi, nonostante le apparenze, comprare quel piccolissimo e mi lasci dire insulso pezzo di ricambio costerebbe più del modello intero, le conviene buttare via tutto e acquistarne un prodotto nuovo. E lo so, sembra una semplice vite a stella ma per realizzarla servono un ingegnere del Cern, otto scienziati e un'impianto industriale da trenta miliardi di euro”.
  2. “Ah sì, però questo modello è fuori catalogo: negli anni Ottanta l'azienda produttrice ha licenziato tutti ed è rimasto solo il titolare, che adesso per mestiere organizza tornei di burraco a domicilio”.
  3. (al telefono) “Mi spiace ma il nostro negozio è chiuso per le ferie estive dal 2 luglio al 31 ottobre”.
  4. “No, questa è una salumeria, il negozio dei pezzi di ricambi stava di fronte ma è fallito il mese scorso per bancarotta fraudolenta”.
  5. “C'è un solo negozio in tutta Italia che vende quei pezzi di ricambio, e sta a Nuoro. Vuole l'orario dei traghetti?”.
  6. “Ah, ma non è più in garanzia? Allora per acquistare questo genere di ricambi deve prima  fissare un appuntamento con  il direttore commerciale dell'azienda produttrice alla presenza di un notaio, per l'apertura del mutuo”.
  7. “E no, quel pezzo di ricambio lì oggi non ce l'ho, però provi a passare più avanti, che so, magari l'anno prossimo”.
  8. “Sì ce l'ho ma noi non riforniamo privati, anzi per favore esca da qua subito altrimenti slego i cani da difesa”.
  9. “Mi spiace ma per oggi non posso aiutarla, questo pezzo di ricambio viene costruito e spedito dall'estero, per l'esattezza da dei minorenni tenuti prigionieri in una fabbrica in Vietnam e a quest'ora là è notte, non mi rispondono al telefono”.
  10. “No, ho appena venduto l'ultimo esemplare esistente in tutto l'Universo a quel signore che sta uscendo dalla porta”.
Ed ecco signore e signori, finalmente ospite nel nostro blog, un post dell'eccelso, impareggiabile, immenso blogger: il sig. Confuso. Noi lo leggiamo e lo stimiamo da sempre. Oggi vogliamo condividere con voi queste grandi verità, risposte che - ahimè - spesso ci vengono bellamente schiaffate in faccia nel malaugurato caso in cui un aggeggio in nostro possesso si guasti. Ma perché gli oggetti si guastano sempre immediatamente dopo la scadenza della garanzia? Perché, nel caso in cui non sia così, lo scontrino dell'oggetto improvvisamente si smaterializza o si perde nei meandri del nostro appartamento? Perché nessuno vuol prendersi carico di un elettrodomestico in avaria e i negozietti si palleggiano i clienti come fossero delle palline da ping-pong? È vero che l'utilizzo del microonde nuoce gravemente alla salute? E perché negli spot pubblicitari leggono la parte relativa al foglietto illustrativo tutta d'un fiato rischiando di restarci secchi? A questa e altre domande cercheremo di rispondere, prima o poi. Nel frattempo lode e merito al Confuso.
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I dieci motivi per i quali non devi mai aggiustare il pc a qualcuno secondo l’utente Faycal

  1. Diventi automaticamente disponibile sempre e per sempre; a qualunque ora del giorno e della notte, ovunque tu sia: al lavoro, sotto la doccia… “Pronto, ciao ti disturbo?” “Beh in questo momento sono in barca in ferie…” “Ah… ma tanto tu fai presto in queste cose. Senti ho il computer che quando lo accendo mi da errore 000×32F33. Cosa può essere? Sono disperato…” “Si, ma sono in mezzo al mare” “Va bene. Dimmi cosa devo fare…”
  2. Diventi oggetto di una catena di passaparola selvaggio. “Aspetta che lo chiedo a un mio amico, lui di sicuro lo sa. Poi è molto alla mano e se ha tempo ti da una mano volentieri.”
  3. Diventi automaticamente il responsabile e amministratore del PC “Ti ricordi che l’anno scorso mi avevi installato quel programma per vedere i filmati? Ecco, stamattina, vado ad accendere il PC e non si accende più, cosa può essere successo? Non è che hai fatto qualcosa di strano?”
  4. Devi conoscere tutti i programmi e tutti i sistemi operativi esistenti sul pianeta. Da Blender al GWBASIC, da Windows 95 alle più improbabili distro di Linux. Dovrai saper fare tutto di tutto: non sono ammesse lacune per chi “conosce il computer” “Senti, scusa se ti disturbo, ma ho un problema: come faccio ad importare un audiolibro con Itunes?” “Guarda, mi dispiace, ma non ho l’Ipod e Itunes non lo conosco” “Dai che tu ci capisci di sicuro più di me. In due minuti tu fai tutto…”
  5. Diventi, per esteso, la prima persona da consultare per tutto ciò che funziona a corrente elettrica “Ciao, scusa se ti disturbo, ma ho l’home theatre della sala che non funziona più bene. Tu guardi anche quelle cose lì? Perchè è da qualche giorno che si sente un fruscio dal vufer e magari bisogna solo cambiare un fusibile…”
  6. Vieni visto come uno spacciatore di hardware “Ciao, scusa se ti disturbo, volevo comprarmi un PC portatile, tu non è che hai delle bazze?” “No” “Come no? Lavorando nei computer vuoi che non ti passi sotto mano qualche occasione? Beh se hai qualcosa fammelo sapere, intanto mi daresti un’occhiata a dei preventivi che mi sono fatto fare?”
  7. Devi sempre navigare nell’ignoto. “Ciao, scusa se ti rompo, ma il PC non va più” “Come non va più? Non si accende o cosa?” “No no, si accende ma poi non va” “Cos’è che non va? Il sistema operativo?” “Io non ci capisco mica niente… non va” “Ma che sistema operativo hai?” “Cosa vuoi che ne sappia io che sistema operativo ho….cos’è il sistema operativo? Dove devo leggere? Guarda, fai prima se vieni qua a dare un’occhiata, aspetto, vai tranquillo, va bene anche stasera dopo il lavoro…”
  8. Lavorerai sempre gratis… se va bene! Al di là di qualche caffè offerto, non vedrai mai un soldo. Di sicuro, però, ne spenderai: viaggi, telefonate, probabilmente anche cavetti, vecchi componenti, batterie, viti, ecc…
  9. Grazie alla tua disponibilità, sarai sempre sottovalutato e verrai classificato al massimo come “smanettone”. I “tecnici”, quelli veri, fanno le stesse cose che fai tu (forse con meno cura), ma prendendo 80 euro all’ora, saranno visti come semidei.
  10. Serve davvero un decimo motivo?
Prima classifica di questo nuovo utente che di tecnologia ne sa un bel pò...aspettiamo commenti e classifiche di risposta...
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I dieci nomi più popolari di utenti iscritti su Facebook

Oggi classifica scema...dovevamo riempire un po' la categoria nomi e cognomi... dati su scala mondiale
  1. John                   1,037,972
  2. David                    966,439
  3. Michael                 798,212
  4. Chris                     647,966
  5. Mike                      535,065
  6. Mark                      526,198
  7. Paul                       511,504
  8. Daniel                    504,203
  9. James                     494,945
  10. Maria                      484,693
Questa la lista dei cognomi:
  • Smith                  1,049,158
  • Jones                     520,943
  • Johnson                 440,978
  • Lee                        392,709
  • Brown                    375,444
  • Williams                 372,486
  • Rodriguez              328,984
  • Garcia                    311,477
  • Gonzalez               277,987
  • Lopez                    269,896
  • Ma che sono solo uomini quelli iscritti su facebook? E soprattutto... chi se ne frega? Noi ci guardiamo i nomi dei nostri familiari iscritti: le cugine Domitilla e Verginella, che fanno continue richiesta di amicizia al mondo intero e non le calcola nessuno, la zia Marinella, che tutto il giorno è davanti all'applicazione "biscotto della fortuna". Gli zii Alfio e Fernando che sperano di rincontrare le loro prof. gnocche delle scuole medie che ormai saranno morte...
    Aereo

    Le dieci tecnologie obsolete che vengono ancora utilizzate e su cui si investe

    1. Macchine da scrivere. Di recente il famoso New York Police Department ha investito la bellezza di un milione di dollari per l'acquisto di nuove macchine da scriver
    2. Musicassette. La società Pack Central ogni anno vende milioni di cassette ai prigionieri americani. Per ovvi motivi di sicurezza nelle carceri federali è vietato introdurre lettori mp3 o cd e i carcerati acquistano a go go! Gli autori preferiti dai prigionieri? Mariah Carey, Michael Jackson e i Pink Floyd.
    3. Telegrammi. Una tecnologia che ha accompagnato tutto il Novecento. Continuano ad essere inviati in tutto il mondo, Italia compresa (Poste Italiane offre la spedizione online), e questo modo paleolitico di comunicare non vuole saperne di sparire.

    4. VHS. Gli operatori preferiscono questo supporto agli ultimi ritrovati digitali (DVD, Blueray). Il motivo? Sono maggiormente compatibili e garantiscono una migliore qualità di riproduzione.
    5. Macchine fotografiche analogiche. Sicuramente tutto un altro fascino. Molti amatori non ci rinunciano e spendono follie in rullini. Contenti loro...
    6. Cercapersone. Dall'era pre - cellulare, il cercapersone è un aggeggio che emette un beep per segnalare che qualcuno ti sta cercando. Ancora utilizzato nelle grandi strutture ospedaliere dove sono vietati cellulari e smartphone.
    7. Vinili. Lo scorso anno ne sono stati venduti 2 milioni solo negli USA. Ad acquistarli DJ e fan. E poi si è sempre detto che il vero DJ (quello bravo) mixa coi vinili.
    8. Carta carbone. In Italia tantissimi uffici la usano ancora. Misteri del presente.
    9. STEREO8. Formato di riproduzione audio ancora usato da alcune band americane che anzi, rilasciano album su questo formato. Primi fra tutti i Cheap Trick.
    10. Commodore 64. Abbiamo scoperto che in Italia molti fan ci giocano ancora. Ve li ricordate i giochi in musicasetta?
    Pensavamo fossero solo ricordi e invece erano un calesse. Ma sì, che il progresso tardi pure ad arrivare. Proponiamo di ripristinare all'ingresso dei residence anche il ponte levatoio e le torrette di guardia.
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