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I dieci motivi per cui ai single non piace rifarsi il letto

  1. Che si rifà a fare? Tanto poi ci si deve ridormire.
  2. Fare il movimento di ricopertura e rilenzuolatura ogni giorno può portare dopo circa 66 anni ad una leggera distrazione del presunto muscolo sternocleidomastoideo.
  3. Il letto è bello così: vissuto.
  4. Se c'è una minima speranza di portare una donna in casa a scopo pornaccioso e lei vede il letto rifatto poi pensa che l'abbordatore è un mammone. E pensando che fino ad un'ora prima c'era lì una vecchina che sorrideva e rifaceva il letto per il figlio, può finirle la voglia sessuale.
  5. Non c'è tempo... bisogna far presto perché al bar finiscono le brioches per la colazione.
  6. Non si sa.
  7. Si sa ma non si dice. Misteri dell'uomo.
  8. Ed in un colpo si rifà il letto, poi magari si lava a terra il giorno dopo, poi ci mettiamo a sbattere anche i tappeti fuori e a discutere del colore delle tende... et voilà che si diventa gay! (ndr. ovviamente scherziamo).
  9. Il letto è cattivo e tanto non viene mai bene... l'uomo starebbe 3 ore facendo vai e vieni da entrambi i lati per aggiustare ora una piega, ora l'altra.
  10. Che gli importa alla gente? Se giudicano il single dal letto, che venissero loro a rifarlo!
I letti sono fatti per dormirci, la vita per godersela. Le persone che rifanno il letto tutti i santi giorni perdendoci più di 5 minuti ci stressano. Signorperello, che single non è ma vive da solo, ha comprato un pratico piumone Ikea, di quelli che basta tirare un attimo per far sembrare il letto rifatto, Antonio e Cristina se hanno 5 minuti in più preferiscono dormire ancora, piuttosto che alzarsi e rifare il letto. D'altronde vivere lontano dai genitori ha i suoi vantaggi, e per almeno 10 anni vogliamo goderceli tutti, prima di dover dare il buon esempio ai nostri figli e ricominciare il ciclo infinito dell'educazione al letto rifatto.
Aereo

Le dieci cose che fanno imbestialire l’uomo

  1. La propria fidanzata che non gliela dà. Motivi: mal di testa, mal di mola, mal di sesso, mal di mare, noia, problemi in cucina, problemi con la madre, problemi con la vita. Le ragazze non si concedono più come una volta.
  2. I tronisti di Maria De Filippi. Perché oltre ad essere lì fanno "serate"? Cosa dicono durante le "serate"? E perché tutto il resto degli uomini normali lavora in officina, in ufficio e loro sono lì a guadagnare parecchio solo perché sono rincoglioniti?
  3. I graffi trovati sulla propria auto. Un lutto cittadino. Una notizia che farebbe stramazzare al suolo di crepacuore anche Robocop.
  4. Le donne pelose. Un icona del trash. Tanto di moda negli anni '70, tanto estinte oggi... e quando un uomo guarda un film hard e spunta impietosa l'immagine di ascelle e/o pubi lievemente non curati si alza forte il grido "NOOOOO!!!".
  5. Il dover imparare come si usa una lavatrice, una lavastoviglie e un ferro da stiro, sennò sei out. Che gli importa all'uomo? Le macchie di sugo addosso fanno potenza, i bicchieri sporchi hanno più sapore e i vestiti spiegazzati danno l'aria vissuta. Come diceva il saggio Taricone "l'omo è omo e ha da puzzà" (citazione colta).
  6. La decadenza fisica. Ci sono individui che non riescono ad accettare il fatto che a 30 anni non si è più bravi a calcetto come a 18. Prendiamo una persona con nome fittizzio: Manuel. Questi vive ancora nel mondo delle favole a 28-30 anni è ancora convinto di poter dire la sua in ambito calcistico anche se ogni volta che poggia un piede sull'erbetta si infortuna come un settantenne. Uomini convinti.
  7. I figli che gli chiedono soldi. Che cavolo ci devono fare che non hanno ancora famiglie a carico? Se le avessero allora sì che gli servirebbero dei soldi per darli ai loro figli che comunque sarebbero ingiustificati in quanto neanche loro con famiglie a carico. È un circolo vizioso.
  8. La propria fidanzata che non capisce l'importanza del derby e si ostina a dire che lei avrebbe voluto organizzare una cenetta proprio in quella serata
  9. L'inserto della Gazzetta dello Sport esaurito. Sì, proprio quello dove c'era scritta la passione segreta di Giancarlo Fisichella ai tempi delle scuole superiori. Il proprio edicolante sotto casa ha fatto fuori tutte le copie e adesso dalla prossima edicola ci sono ben 400 metri di distanza... sarà un anno sfortunato.
  10. Le persone che gli copiano le idee. Quest'ultima cosa l'abbiamo copiata da un altro blog.

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Le dieci migliori scuse per rimandare una dieta

  1. "Stasera ormai è andata così. Vado allo sfascio, ma tanto lunedì inizio la dieta"
  2. Oggi è domenica, c'è poco da fare... si pranza dalla nonna Pina. Quella mi fa mangiare come un pazzo, se le dico di farmi delle porzioni più ridotte si preoccupa. Potrebbe capire che sono a dieta, allora inizierebbe a parlare della fame ai tempi della guerra di secessione e non la finirebbe più. E poi, io dopo pranzo ho un impegno, non potrei abbandonarla nel bel mezzo di un racconto, ci resterebbe male.
  3. Alla fine la mia ragazza se mi ama deve accettarmi per quello che sono. Centottanta chili e coi brufoli. La dieta per adesso non mi serve. Io comunque non è che sono grosso: sono robusto di costituzione, ho le ossa pesanti, guarda qui che polso...
  4. È il compleanno di Morgan, il fratello del fidanzato di Cristina. Offre la cena a tutti. Mica posso andare e prendere un'insalatina... vedi, succede sempre così: uno ha tutti i buoni propositi di mettersi a dieta e poi... una sera una festa... un'altra sera cena con gli amici: si finisce sempre col mangiare.
  5. Io con la dieta non dimagrisco, hai voglia di mangiar di meno... è il mio metabolismo che non va, e poi, io mangio già poco. Eeeeh?! Come "eeeeeh?!", perché, oggi a pranzo che ho mangiato? Un piattino di parmigiana e una fettina di trippa... ma era tutto senza olio, leggero leggero. Io non friggo, SOFFRIGGO, non è mica la stessa cosa.
  6. Adesso iniziano le feste, ci sono i parenti, le giocate a carte con gli amici, gli stuzzichini, il pandoro, è impossibile resistere: sarebbe una tortura. Poi dopo le feste se ne parla mi metterò in riga. Come? È il 10 gennaio? Di già? Davvero? Beh, sono appena finite le feste, le cene dai parenti, le giocate a carte con gli amici, gli stuzzichini, il pandoro, è impossibile dare drasticamente una svolta: sarebbe una follia. Il mio organismo deve abituarsi pian piano, ora inizio a mangiare un po' di meno così tra un po' di tempo posso mettermi a dieta.
  7. Mi annoia.
  8. No no no, devo mettermi a dieta, lo farò prestissimissimo, non ho scuse. So che lo dico da due anni ma stavolta lo prometto: prometto di dimagrire. Solo che in casa ho la dispensa piena di roba, è una tentazione. Finisco tutto e alla prossima spesa comprerò solo le "cose della dieta".
  9. Io sono pronto, devo farmi dare la dieta che ha seguito Ricky, quello sì che è dimagrito! Solo che l'altra volta ho dimenticato di chiedergli di portarla, appena lo sento glielo dico.
  10. La dieta mi stressa, ci ho provato ma mi stressa. Meglio iscriversi in palestra, soltanto che da solo poi finisce che non mi va di andare, inizio a rimandare, insomma, un casino. Devo trovare qualcuno che abbia voglia di iscriversi in palestra con me. Che poi... la palestra... basterebbe andare a fare una corsetta la sera di tanto in tanto, per mantenersi in forma. Ho deciso: vado a correre. Solo che... hai visto che tempo che c'è? Chi me lo fa fare? Appena iniziano le belle giornate ci vado. Tanto quel che m'interessa è perdere un po' di chili prima dell'estate.
Premesso che conosciamo una per una queste scuse e le abbiamo usate in mille occasioni per giustificarci con noi stessi e con gli altri, ormai è ufficiale: noi tre della redazione ci metteremo improrogabilmente a dieta in blocco da questo lunedì. Appuntamento al mattino per pesarsi pubblicamente, definire gli obiettivi dell'Operazione dieta e partire con la sfida ognuno con i suoi metodi: chi con la dieta del digiuno, chi con alimentazione controllata e Wii Fit, chi con non-si-sa-ancora-bene-cosa-ma-ce-la-farà. Chi dimagrisce di più conquisterà il primo posto nella classifica dei dimagriti. Per cui da domani si fa sul serio, basta con i finti primi dietetici (80 gr di pasta e un chilo di parmigiano sopra), basta con gli spuntini di mezzanotte, con la colazione al bar. Chi vuole unirsi alla nostra missione è bene accetto, ma siete avvisati: guai a parlare di dolci alla ricotta, nutella e patatine fritte.
Aereo

I più bei personaggi della fantasia

Ovvero entità che si spacciano per vere ai bambini. Figure eccezionali che sarebbe bello ci fossero veramente. Gli chideremmo subito i numeri vincenti del Superenalotto...
  1. Folletti ed Elfi
  2. Le fatine
  3. La cicogna
  4. Le sirene
  5. Il topino dei dentini
  6. Brigitta Bulgari
  7. Gnomi suonatori sotto l'arcobaleno con pentola d'oro nascosta
  8. Draghi belli, alti e potenti
  9. Babbo Natale
  10. Unicorno alato
E che dire del mostro di loch Ness (che non ha mai fatto del male a nessuno, anzi, fa quasi tenerezza)...e della fenice che rinasce dalle sue ceneri? non a caso i folletti sono stati messi al primo posto: signorperello da anni ne sostiene l'esistenza, ed è a buon punto con la dimostrazione di questo. Ne parleremo in un altra classifica...la cosa più bella delle creature della fantasia è che i bambini li adorano grazie alla fantasia usata nei racconti dai propri genitori, ma non sanno a volte come entrarvi in contatto...provateci voi a rintracciare un elfo in città la domenica mattina quando si ha bisogno di compagnia...peggio di un idraulico: non si trova mai...e poi dicono che i personaggi sono nei nostri cuori: non sarebbe invece grandioso trovare una sirena o una fatina gnocca nelle pagine gialle?
Aereo

I dieci migliori comportamenti da avere in seguito ad una sonora vittoria ai giochi da tavolo in una serata tra amici

  1. Concludere l'ultimo turno con noncuranza, senza affannarsi a far punti, senza esprimere preoccupazione, ma al contrario restando calmi e rilassati. Il punteggio parla chiaro, dopo una partita di 3 ore stai battendo il tuo rivale storico 12 a 2, dove 12 è il punteggio da raggiungere per ottenere la vittoria, e 2 sono esattamente i punti di partenza all'inizio del gioco.
  2. Sapere che un evento del genere dovresti godertelo perché probabilmente non capiterà mai più, tuttavia riuscire a non batter ciglio neppure a partita conclusa, guardando con superiorità gli altri giocatori, ma non troppo. Far capire che non c'è tanto da pavoneggiarsi ad esser più forti di loro.
  3. Esplodere e addirittura cazziare i tuoi avversari, specie il tuo rivale storico: è inammissibile che la partita sia andata in questo modo. Hanno giocato malissimo e i loro punti sono vergognosi. Dovrebbero nascondersi e vagare nell'oscurità per sempre, e questo loro lo sanno.
  4. Iniziare, dopo un sentito sfogo, a dare lezioni di gioco e di vita. Spiegare la tua strategia, svelarne i retroscena, la meccanica, analizzare i momenti chiave del gioco e mettere in luce quanto sarebbe stato semplice ostacolarti. La partita sarebbe stata di certo più emozionante se loro non fossero stati così allocchi.
  5. Riporre lentamente i pezzi del gioco nella confezione e gustarti i borbottii del tuo rivale storico che difficilmente digerirà questa sconfitta, infierire di tanto in tanto con commenti a caso.
  6. Alzarsi impettiti per andare al bagno e, una volta chiusi a chiave, dimenarsi su e giù per la stanza soffocando a fatica le grida di vittoria che hai in petto. Non potevi resistere oltre. Vorresti poter gioire pubblicamente tra gli applausi dei tuoi sostenitori, immagini già la scena: daresti la mano sportivamente ai tuoi rivali, faresti un timido sorriso al quale seguirebbe un aggraziato inchino e ti avvicineresti con orgoglio al piedistallo in cui è adagiato il tuo trofeo. Solleveresti la coppa con riverenza, chiudendo gli occhi per ascoltare soltanto il fragore degli applusi in tribuna, crescenti e prolungati. Ma senti bussare e, mentre ti ricordi che sei solo ed in bagno, apri gli occhi e ti vedi in piedi sulla tazza del wc, a sollevare lo scopino come uno sfigato.
  7. Provare per noia, anche se sono appena le 3 di notte, quel nuovo gioco nel quale il tuo rivale si sente una cima, e che ti ha spiegato qualche sera prima giusto per ingannare il tempo. Riuscire a batterlo umiliandolo con un inspiegabile punteggio di 87 a 21 e pavoneggiarti col piacere.
  8. Essere tentato dall'idea di proporre una rivincita, combattendo la volontà di non toccare più un gioco da tavolo fino al 7 aprile 2011. Uscire di scena con un trionfo simile ti garantirebbe vitalizio rispetto, tuttavia il desiderio di infierire spuntando una terza competizione è tanto. Optare infine per un nuovo appuntamento al tavolo da gioco a data da destinarsi. È bene che i tuoi avversari riflettano.
  9. Salutare gli avversari con affetto, non ha senso persistere con crudeltà. Innanzitutto perché sono tuoi amici, poi perché sai già che uno di loro si logorerà l'anima finché non avrà pareggiato i conti, e se ne andrà a inveire contro il prossimo e a pubblicare classifiche per sfogare la sua collera, per cui non ha senso spingersi oltre.
  10. A serata conclusa, appuntare su un foglietto 6 numeri da giocare al SuperEnalotto. Hai avuto una fortuna sfacciata durante la serata. Non si può mai sapere...
Vincere si sa, fa sempre un bell'effetto. Qualunque cosa: che sia un viaggio, una scommessa, 5 euro, un biglietto per il concerto di Nilla Pizzi. Ma vincere contro chi ti sfida e dimostrare la tua completa supremazia, ha tutto un altro sapore. Ma questo l'avrete già capito, non serve aggiungere altro.
Aereo

I dieci migliori modi per reagire ad una sonora sconfitta ai giochi da tavolo in una serata tra amici

  1. Tornare di corsa a casa nel cuore della notte, ascoltare con attenzione 4 o 5 canzoni di Massimo Di Cataldo e capire così che nella vita, in fondo, quello che stai provando è niente.
  2. Già in automobile, tornando a casa, giurare a se stessi che in caso di una consecutiva sconfitta, non si toccherà più non gioco da tavolo fino al 7 aprile 2011.
  3. Aprire la porta di casa, denudarsi del tutto, lasciando vestiti e mutande nel corridoio, correre in bagno, appoggiarsi allo specchio con le mani protese in avanti ed esclamare 180 volte: "Non fa male, non fa male!".
  4. Eliminare dall'account di Facebook le persone che ti hanno sconfitto, ma prima lasciargli un messaggio in bacheca che dice "non me ne vogliate... ma niente sarà più come prima".
  5. Telefonare alla propria ragazza, barare e dire che stasera tutti gli altri giocatori sono stati annientati con successo.
  6. Fermarsi da un paninaro ancora aperto alle 2 di notte, mangiare in quantità industriale e, tutto unto, andare dal primo che passa e dirgli dritto in faccia: "Tanto i piaceri della vita sono altri!" (ruttino facoltativo finale).
  7. Dare la colpa al fatto che gli altri erano troppo lenti e il gioco noioso ti ha portato ad accelerare la tua sconfitta volutamente.
  8. Raccontare in giro cose brutte.
  9. Vagare nell'oscurità per sempre.
  10. Alzarsi dal tavolo di getto ed esclamare tronfio: "Avrete pur vinto la battaglia, ma nella vita ciò che conta è la guerra finale, viscidi pusillanimi dalla carogna appollaiata dietro". Se si vuole concludere con un'uscita ad effetto, rovesciare il tavolo rapidamente ed andare via.
Signorperello lo ha provato, e questo lo logora, poiché la vittoria è la virtù dei forti, e la forza è la servitù di Re Artù. Probabilmente lassù qualcuno ci guarda e decide per noi le mosse e le strategie durante le serate di gioco, per questo ad ogni azione, il vero giocatore esclama forte: "Nooo! Ho fatto questa mossa senza accorgermene!". Il problema resta: non si può andare a casa di amici, essere ospiti e venire pure massacrato al tavolo. Questo è un martirio gratuito, specialmente se si tratta di un gioco al quale giochi da tanto e arriva l'ultimo sprovveduto che ha appena recepito il gioco e si piazza al secondo posto, mentre tu hai fatto solo una figuraccia e niente più.
Aereo

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