Archivio » Gennaio 2009

Le dieci cose che nessuno nota mai negli ambienti di lavoro

  1. Almeno un orologio a parete è fermo
  2. Il calendarietto da tavolo è sempre del negozio di fiori sotto casa del Direttore
  3. La segretaria ha sempre la pagina di Facebook aperta ma ridotta a icona, qualunque cosa stia facendo
  4. Il Titolare o Direttore parla almeno una volta al giorno con sua madre al telefono
  5. Dietro la poltrona dell'ufficio più elegante, il muro non è scostrato dall'usura. È scarnificato
  6. La gente che entra per la prima volta in un ufficio (qualunque esso sia) sembra essere nuova del pianeta terra e impiega quasi un minuto per decidersi a chiedere informazioni
  7. Ogni scrivania ha un odore diverso a seconda di chi vi è seduto, ma non lo noti standoci frontalmente a mo' di colloquio, ma girandovi attorno e occupando la zona dell'impiegato. Qualcuna ha odore penetrante di smalto, qualcun'altra di fumo. Altre ancora sanno di umido (in caso di dipendenti un po' freddi con le persone) e molte altre ancora di Wc net (usato per fare pulizia sulla scrivania)
  8. Di notte, quando l'ufficio è chiuso ci sono i folletti che spostano le cose
  9. Esiste almeno una foto di un parente defunto di qualcuno da qualche parte nascosta
  10. Anche se l'ufficio è elegantissimo, nessuno si occupa mai del piccolo cortile di metri 3 x 3 rinchiuso da tutti e 4 i lati, pieno di cacca di piccione e con due piante morte da 11 anni
La redazione de I Primi Dieci non ha un ufficio. Gli articoli si scrivono da sé e qualcuno narra che vi sia una centrale operativa sospesa a mezz'aria sopra la stratosfera visibile ad occhio nudo solo dal deserto del Burundi. Da lì, mandiamo avanti il nostro progetto, ma se avessimo un ufficio, avrebbe tutte le caratteristiche sopra descritte. Se non le ha, non è un vero ambiente di lavoro, ma una setta satanica. Dite NO!
Aereo

Le dieci cose da rimpiangere della nostra infanzia

  1. Le musicassette con le fiabe narrate
  2. Le partite di calcio in cortile fino a quando la mamma ti chiamava dal balcone
  3. La pace fatta con il mignolino
  4. Il sogno di diventare calciatore, ballerina, astronauta o cantante
  5. La passeggiata al parco delle 16.00 che terminava con la goduria del gelato Fiordifragola o Cucciolone
  6. I fidanzamenti con 4 persone in contemporanea
  7. Gli album delle figurine e la mitica frase della mamma che riferendosi alle bustine degli adesivi diceva: "Se oggi mangi tutto e fai il bravo, nella borsa ho una sorpresina per te!"
  8. La top ten degli amici scritta sui foglietti a quadretti grossi delle elementari
  9. Il nascondino in ogni luogo, anche se si era 3 amici in una cameretta. Qualcuno che si nascondeva sempre dietro la porta c'era
  10. I cartoni animati le cui sigle erano capolavori di melodie nella fascia pomeridiana di Bim Bum Bam. Ineguagliabile la magia di Fiorellino giramondo, Holly & Benji, Lupin e Là sui monti con Annette
Signorperello non ha potuto metterla in classifica, poiché avrebbe potuto condividerla con ben poche persone, ma sua nonna il pomeriggio lo richiamava (dal pianerottolo dove giocava coi suoi amici) e gli faceva trovare un mix di panino bomba: pane, vino e zucchero. Consisteva in una fetta di pane inzuppata nel vino e cosparsa di tre interi cucchiai di zucchero sopra. A 11 anni era già alcolista e diabetico, ma era un momento eccezionale. Eravamo tutti pieni di sogni e molti non si sono avverati, ma c'è sempre tempo...

I primi dieci è sponsorizzato da:


I dieci cantanti uomini italiani che non sanno cantare

  1. Francesco Tricarico
  2. Gianluca Grignani
  3. Marco Carta
  4. Califano
  5. DJ Francesco
  6. Enrico Giaretta
  7. I Finley
  8. Eugenio Bennato (fratello di Edoardo)
  9. Er Piotta
  10. Drupi
Genio incontrastato del crimine, artista della canzone al contrario, schifezza assoluta, diaframma tagliato in 6, oscenità e malattia delle corde vocali, inferiore al pescivendolo sotto casa... lui vuole una vita tranquilla, e noi lo vorremmo eliminandolo dai negozi di dischi in tutto il mondo... FRANCESCO TRICARICO. E il bello è che poi gli affibbiano pure il premio della critica qualsiasi cosa faccia! Se almeno avesse dei testi interessanti, gli ingordi della musica potrebbero metterci una pietra sopra. Ma noi ricordiamo che la sua canzone d'esordio partiva con un sensatissimo "Buongiorno buongiorno, io sono Francesco" Estic*** diremmo noi! Altre voci inumane come Grignani e Marco Carta sono presenti in classifica, ma dato che la copertina è tutta per lui, riportiamo qui di seguito, il testo di alcune sue famose canzoni (leggetele, please, per rendervi conto) colonne sonore di film e candidate a vari premi... senza parole. Ragazzi e nostri seguaci... lui e famoso, e né voi né noi... no.
Aereo

Le dieci cose più trash dei villaggi turistici

  1. La sigla del villaggio, da ballare 192 volte al giorno con testi impegnati tipo "Dai divertiti con noi, sotto il sole che brucia la pelle..." oppure "C'è un passo nuovo e fa così, posso insegnartelo da qui: muovi la mano, poi l'altra, poi gira..."
  2. L'animatore di contatto che ci prova con tutte quelle che respirano e prendono il sole per i fatti loro, purché abbiano meno di 16 anni. Non rivolgono mai la parola agli adulti
  3. Il bazar dei gadget della struttura con il solito simbolino della stella marina o dell'onda anomala sempre in evidenza
  4. Il punto informazione del fotografo che nessuno ha mai visto aperto
  5. La signora di 54 anni, appena divorziata, arrivata da sola in villaggio o al massimo con un'amica esaltata perché vogliono fare follie. Chiudono poi miseramente la settimana di vacanza con il torneo di tressette e scala 40
  6. Lo spettacolo degli ospiti del mercoledì, dove, la miglior esibizione è l'imitazione mal riuscita di Carlo Verdone e il doposera al bar che promette faville e grandi sfide e poi altro non è che un superato karaoke aggiornato al 1997
  7. Il torneo di bocce dove tutti i 30 partecipanti sono delle semi schiappe e la maggior parte si divertono davvero con spirito di amicizia, e all'improvviso arriva la coppia di tedeschi con bocce personalizzate da 5.000 € che riportano il loro nome sullo stampo in metallo, in quanto sono campioni di Germania. Non si è mai capito come ogni villaggio ospiti una coppia campione di Germania di bocce
  8. La brochure informativa in reception con foto anni '80 mai aggiornata che riporta strutture come il minigolf e il tiro con arco, ormai in disuso da diverse estati
  9. I braccialetti degli ospiti metallizzati con anima in metallo che dopo una settimana, usurati dall'acqua e dal sole, si infilzano nei polsi provocando ferite mortali
  10. Le donne che stanno 32 ore al giorno sotto il sole senza mai andare neppure in bagno e sono ormai color liquirizia ma si sentono realizzate perché la Tunisia è bella e hanno fatto bene ad andare lì
Fatevelo dire: qui abbiamo esperienza! Potremmo scrivere le prime 500 posizioni, ma le regole parlano chiaro.
Aereo

I dieci modi per ammazzare il tempo nelle sale d’attesa

  1. Guardare tutti a ripetizione e cercare di prevedere in base al loro aspetto, quanto gli resta da vivere
  2. Aprire TUTTI i giornali di 7 anni fa nel solito portariviste senza comunque leggere niente
  3. Scaccolarsi con discrezione
  4. Rileggere nel proprio cellulare tutti gli sms ricevuti dalla Vodafone negli ultimi 6 anni
  5. Fare pensieri erotici con eventuali infermiere di vent'anni se ad esempio la sala d'attesa è quella di uno studio medico o di un ospedale. Se si tratta di una sala d'attesa di una stazione vale lo stesso per le bigliettaie porche
  6. Osservare tutti i poster appesi alle pareti e notare che sono sempre i soliti paesaggi anni '70
  7. Guardare lo sconosciuto seduto accanto ed esclamare continuamente frasi ad effetto tipo "e comunque..." oppure "e che vogliamo fare"
  8. Stressare le persone con lo scoppiettio continuo della propria chewing gum
  9. Telefonare a tutti gli amici per sapere se di sera si può organizzare un tavolo di Texas hold'em a casa di qualcuno
  10. Togliersi le scarpe di nascosto, accucciarsi dentro il bavero e grattarsi i piedi con goduria fino a svenire
Queste cose le fanno tutti. E chi non le fa è malato. E chi è malato va dal dottore. E prima di entrare dal dottore si ritrova in sala d'aspetto. E in sala d'aspetto si fanno queste cose. E chi non le fa è malato.E chi è malato va dal dottore. E prima di entrare dal dottore si ritrova in sala d'aspetto. E in sala d'aspetto si fanno queste cose. E chi non le fa è malato. E chi è malato va dal dottore. E prima di entrare dal dottore si ritrova in sala d'aspetto. E in sala d'aspetto si fanno queste cose. E chi non le fa è malato. E chi è malato va dal dottore. E prima di entrare dal dottore si ritrova in sala d'aspetto. E in sala d'aspetto si fanno queste cose. E chi non le fa è malato. E chi è malato va dal dottore. E prima di entrare dal dottore si ritrova in sala d'aspetto. E in sala d'aspetto si fanno queste cose. E chi non le fa è malato... meno male che noi siamo sani.
Aereo

Le cose più tristi che fanno le persone tra i 20 e i 30 anni

  1. Andare ancora agli scout ed essere felici
  2. Spendere almeno 80 - 100 € al mese per acquistare le suonerie di Mediaset per essere sempre alla moda
  3. Cercare di abbordare le ragazze spacciandosi per gente in carriera
  4. Non fare niente dalla mattina alla sera ed essere sempre stanchi
  5. Avere la tessere dei privè delle discoteche perché se non vai lì il sabato sera sei out
  6. Chiedere a conoscenti che abitano in altre città di spedire delle cartoline a degli amici fingendosi loro per far vedere che viaggiano in continuazione, e magari poi non sono mai usciti dalla propria regione
  7. La truffa dell'orologio rotto ai parcheggi
  8. Fare l'elettricista o il pizzaiolo e poi dire in giro che "se ti servono siti Internet non c'è problema: faccio anche quello"
  9. Avere come canzone del cuore con la propria ragazza "non mollare mai"
  10. Vedersi alle 4 del pomeriggio con altri amici per fare un filmato col telefonino per metterlo su YouTube perché "se ingrana sfondiamo"
La parola a voi. Ci aspettiamo una lista lunga chilometri. Noi conosciamo almeno 20 persone per ognuna di queste categorie. Scrivetecene a valanga di gente veramente triste.
Aereo

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